Serralunga d’Alba, ritorno al Medioevo

by: Elvira 20 settembre 2009

Serralunga d'Alba

Serralunga d’Alba è un comune di appena 509 abitanti della provincia di Cuneo. Tipico borgo medievale, è quasi intatto: le vie e le case sono disposte in modo concentrico intorno al Castello, affascinante per la sua verticalità punteggiata da bifore, merli e archetti pensili.





L’origine del paese viene di solito fatta coincidere con la costruzione di questo splendido edificio: esso comprende il Palacium, blocco compatto e allungato costituito da vaste sale sovrapposte; una torre cilindrica, una torre quadrata ed una cappella con volta a botte e affreschi risalenti alla metà del XV secolo.

Le prime notizie storiche risalgono al XII-XIII secolo: dominio di Bonifacio del Vasto, “Sera Longa” (per la sua caratteristica forma di lingua di terra stretta e lunga sulle colline), fu in seguito possesso dei  Del Carretto e dei marchesi di Saluzzo. Divenne poi fondo dei marchesi Faletti di Barolo, che vi fecero erigere il Castello e, con titolo comitale, dei Baldi di Bra. Il Castello fu espugnato nell’anno 1616 e fu poi conquistato dagli spagnoli.

L’edificio, che non fu mai strasformato in residenza di villeggiatura e mantenne inalterata per secoli la sua struttura di roccaforte medievale, fu oggetto di interesse da parte di molti studiosi  nell’800 e venne iscritto nella lista dei monumenti nazionali protetti dallo Stato. Nel secondo dopoguerra l’opera Pia Barolo, istituita dagli ultimi discendenti della famiglia Faletti di Bardo, mise in vendita il Castello che venne acquistato dallo Stato nel 1949.

Dal 2007 Serralunga d’Alba fa parte del circuito degli 8 castelli, meglio noto come “Castelli Doc”. La rete dei castelli include per il resto i manieri di Grinzane Cavour, Barolo, Govone, Magliano Alfieri, Roddi, Mango e Benevello. È inoltre inserito nel circuito dei “Castelli Aperti” del Basso Piemonte.

Oltre il Castello, meritano una visita le tenute e le cantine di Fontanafredda,volute da Emanuele Mirafiori, figlio di Vittorio Emanuele II. In particolare, la Casa di caccia della Bela Rosin conserva ancora oggi tutto il suo fascino ottocentesco: il nome riporta alla memoria la passione sfociata tra il re Vittorio Emanuele II e la bella popolana Rosa, divenuta successivamente Contessa di Mirafiori e moglie morganatica del re.

Anche il palato ha da godere, per cui non mancate di assaggiare il famoso Barolo Chinato, lo speciale vino aromatizzato originario di Serralunga. Il Barolo Chinato è conosciuto soprattutto come digestivo, ma la tradizione lo considera un ottimo corroborante, tonico o un rimedio contro il raffreddore. Davvero per tutti i gusti.

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1 Commento a “Serralunga d’Alba, ritorno al Medioevo”

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Inviato il 21 settembre 2009 alle 08:27
 

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