Il Castello di Gradara nelle Marche
Il castello di Gradara sorge nel comune di Gradara, nelle Marche. Qui, secondo alcune ipotesi storiche, trovarono la morte Paolo e Francesca, gli sfortunati amanti di cui Dante racconta nel canto V dell’Inferno.
Il castello e il suo borgo fortificato rappresentano una delle strutture medioevali meglio conservate d’Italia: due cinte murarie proteggono la Fortezza, la più esterna delle quali si estende per quasi 800 metri. Il castello sorge su una collina a 142 metri sul livello del mare e il mastio, il torrione principale, si innalza per 30 metri, dominando l’intera vallata. Alla base del mastio vi sono inoltre blocchi di pietra che risalgono all’epoca romana e che rivelano le radici molto più antiche dell’intero borgo.
La costruzione ebbe inizio attorno all’XII secolo per volontà di Pietro e Ridolfo De Grifo, che usurparono la zona al comune di Pesaro. Nella prima metà del XIII secolo, Malatesta da Verucchio detto il Centenario, aiutato dal papato, si impossessò della torre dei De Grifo e ne fece il mastio dell’ attuale rocca.
Non è noto il nome del geniale architetto che ne diresse i lavori, ma si notano interessantissimi particolari (le tre torri poligonali coperte ed abbassate al livello dei cammini di ronda) che avranno larga attuazione solo nella seconda metà del XV secolo. Ricordiamo inoltre la doppia cinta muraria ed i tre ponti levatoi che resero pressoché inespugnabile la possente Rocca malatestiana. Le sale interne ricordano gli splendori delle potenti famiglie che qui hanno governato: Malatesta, Sforza e Della Rovere.
La fortunata posizione di Gradara la rende, fin dai tempi antichi, un crocevia di traffici e genti: durante il medioevo la Fortezza è stata uno dei principali teatri degli scontri tra le milizie dello Stato Pontificio e le turbolente Casate marchigiane e romagnole, mentre ai nostri giorni, grazie alla vicinanza dal mare, si trova subito vicina a una delle principali mete turistiche dell’Italia, la Riviera Marchigiano-Romagnola.
La tragica storia d’amore di Paola e Francesca non è una semplice invenzione letteraria. I due innamorati sono esistiti realmente: nel 1275 Guido da Polenta,padre di Francesca e signore di Ravenna e di Cervia, decise di dare la mano di sua figlia a Giovanni Malatesta (detto Giangiotto – Giovanni zoppo), che lo aveva aiutato a cacciare i Traversari, suoi nemici.
Per evitare un possibile rifiuto da parte della giovane, si scelse di giocare la carta dell’inganno: si mandò a Ravenna Paolo il Bello, fratello di Giangiotto, piacevole nei modi e nell’aspetto. Francesca se ne innamorò subito, contenta che il padre avesse scelto per lei un uomo del genere. Paolo la sposa “artificiosamente” per procura, a nome e per conto del fratello Giangiotto. Accortasi troppo tardi dell’inganno, Francesca non poté far altro che accettare le nozze. Ma Paolo, che aveva possedimenti nei pressi di Gradara, sovente cominciò a far visita alla cognata, in cuor suo forse pentitosi della mala azione e non del tutto indifferente ai sentimenti della ragazza.
Un giorno del settembre 1289, Paolo passò per una delle sue solite visite e qualcuno avvisò Giangiotto.
Quest’ultimo finse di partire,rientrò da un passaggio segreto e sorprese i due nell’atto di baciarsi. Li finirà entrambi a colpi di spada.



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