Gubbio: sulle orme di S.Francesco

Gubbio è un comune in provincia di Perugia, in Umbria. La città è strettamente legata alla storia di San Francesco, in particolar modo ad un evento della sua vita citato nel XXI capitolo dei Fioretti di San Francesco, l’incontro con il lupo. A Gubbio Francesco si rifugiò dopo essersi allontanato da Assisi, trovando asilo presso la famiglia degli Spadalonga. Per questo, la città è considerata la seconda capitale francescana.
Gubbio fu centro importante degli umbri, come testimoniano le Tavole Eugubine (III-I sec. a.C.), il più notevole cimelio epigrafico dell’Italia preromana. Gubbio strinse alleanza con Roma fin dal III sec. a.C. La città divenne fiorente nei primi tempi dell’Impero, come testimoniano ancor oggi numerosi resti archeologici (tra cui quelli del Teatro). Alla caduta dell’Impero romano fu distrutta durante la guerra gotica. In seguito fece parte (con alterne fortune) del dominio bizantino, dal quale si sottrasse nell’XI sec. Gubbio passò dalla preminente autorità del vescovo a un proprio autogoverno comunale. Sia il Barbarossa (1163) che Enrico VI (1191) riconobbero ai consoli eugubini un’ampia giurisdizione e privilegi che determinarono aspri contrasti con la vicina Perugia.
Col 1262 ebbe inizio la preponderanza guelfa che determinò un lungo periodo di pace e di prosperità. Lo sviluppo si arrestò nel 1350, quando Giovanni Gabrielli divenne signore della città. Nel 1354 il cardinale Albornoz sconfisse il tiranno e Gubbio fu sottoposta (con relativa autonomia) al dominio della Chiesa. A tale stato di fatto la città si ribellò nel 1376. Seguì un periodo di lotte intestine che determinò di fatto la sottomissione di Gubbio ai Montefeltro (1384).
La dominazione dei conti e dei duchi di Urbino diede luogo a un periodo di relativa floridezza civile e artistica, soprattutto sotto la signoria di Guidantonio e di Federico di Montefeltro. Il periodo in cui Gubbio appartenne direttamente allo Stato della Chiesa fu caratterizzato da una progressiva decadenza economica e politica. Con Napoleone la città venne unita alla Repubblica Cisalpina (1798), a quella Romana (1798-1799) e poi, dal 1808 al 1814, al Regno Italico. Nel 1860, poco dopo l’annessione al Regno d’Italia, Gubbio fu aggregata all’Umbria.
Monumenti da vedere
In Piazza Grande è possibile ammirare lo splendido Palazzo dei Consoli, sede del Museo Civico Archeologico e Pinacoteca, e Palazzo Pretorio, sede del Municipio. Entrambi sono stati costruiti dal Gattapone nel XIV sec. Altri interessanti edifici sono il Palazzo Ducale (seconda metà del XV secolo); il Palazzo del Capitano del popolo e il Palazzo del Bargello, ambedue del ‘200.
Fra le chiese, notevoli quelle di San Domenico, San Giovanni Battista (XIII secolo) e San Francesco (seconda metà del ‘200) fra le più ampie dell’Umbria e le più ricche d’affreschi, coevi in parte a quelli della basilica d’Assisi.
Il Teatro romano, risalente al I sec. d.C., ha due ordini di arcate. Rimangono in piedi l’ordine inferiore e alcuni archi corrispondenti alla galleria superiore. La Fontana dei Matti costituisce una tappa obbligata per tutti i visitatori: dopo aver fatto tre giri attorno alla fontana, si riceve la “Patente da Matto”.

Eventi e manifestazioni
Processione del Cristo Morto (Venerdì Santo). E’ una rappresentazione simbolica della Passione di Cristo che si ripete da secoli secondo tradizione .Il corteo,organizzato dalla Confraternita di S. Croce della Foce, è aperto da confratelli vestiti di sacco che suonano le ‘battistrangole’ (strumenti che provocano un suono di ferraglia) ed altri che portano gli oggetti della Passione e il teschio simboleggiante il Golgota. Di seguito sfilano i simulacri del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, pregevoli sculture lignee dell’artigianato locale. La processione percorre le principali vie della città, partendo all’imbrunire dalla chiesa di S. Croce. Durante il suo passaggio vengono accesi grandi fuochi in alcuni punti del percorso.
Corsa dei Ceri (15 maggio). Si svolge ogni anno alla vigilia della festa del patrono S. Ubaldo. I Ceri sono tre alti e pesanti manufatti lignei sormontati rispettivamente dalle statue di S. Ubaldo, di S. Giorgio e di S. Antonio Abate . Essi vengono fissati su barelle con le quali i ceraioli li portano a spalla e di corsa per le vie della città fino alla basilica di S. Ubaldo, in vetta al monte Ingino.
Palio della Balestra (ultima domenica di maggio). E’ una tradizionale competizione con l’antica balestra da postazione. I balestrieri eugubini e quelli di Sansepolcro, vestiti con caratteristici costumi d’epoca, si danno appuntamento ogni anno nell’eccezionale scenario di Piazza Grande. Durante la manifestazione si assiste all’esibizione virtuosistica e spettacolare degli Sbandieratori. Al termine della gara vera e propria, un corteo storico con tutti i partecipanti si snoda per le vie della città. Il Palio della Balestra viene ripetuto la prima domenica di settembre a Sansepolcro.
Albero di Natale più grande del mondo. ‘Disegnato’ sulle pendici del monte Ingino con 800 sorgenti luminose e 20 km di cavi elettrici, rimane acceso dal 7 dicembre al 10 gennaio.
1 Commento a “Gubbio: sulle orme di S.Francesco”
[...] Gubbio: sulle orme di S.Francesco lunedì 7 settembre 2009 | Tratto da: http://www.alloggia.it Nessun commento [...]
Inviato il 8 settembre 2009 alle 09:04Lascia un commento