Erice, la città del mito

by: Elvira 3 settembre 2009

Situata sull’omonimo monte Eryx,in provincia di Trapani, un tempo Erice era uno dei comuni più estesi della Sicilia: comprendeva infatti territori assai distanti dal capoluogo, tra cui Valderice, Custonaci, Buseto Palizzolo e San Vito Lo Capo. Dalla sua posizione, a 750 metri sopra il livello del mare, domina la costa e le pianure circostanti.

Secondo Tucidide, la città di Erice fu fondata dagli esuli troiani, che fuggendo nel Mar Mediterraneo avrebbero trovato il posto ideale per il loro insediamento; i Troiani avrebbero poi dato vita al popolo degli Elimi, che ebbero la loro sede principale a Segesta. Virgilio la cita nell’Eneide, con Enea che la tocca due volte: la prima per la morte del padre Anchise, un anno dopo per i giochi in suo onore. Virgilio, nel canto V, racconta che in un’epoca ancora più remota Ercole stesso lottò col gigante Erice. Ma non furono solo Tucidide e Virgilio a cantare la bellezza del posto: Omero, Teocrito, Polibio, Orazio e molti altri non seppero resistere all’incantamento del luogo. La città fu contesa da Siracusani e Cartaginesi, sino alla conquista da parte dei Romani nel 244 a.C.





Decaduta in età bizantina e chiamata Gebel Hamed (Montagna di Hamed) durante l’invasione araba, riacquistò parte della perduta importanza nel XII secolo,seguendo poi le sorti politiche dell’isola. Fu chiamata “Monte San Giuliano” dai normanni e riprese il nome di Erice nel 1934.

Fra i molti monumenti, vi consigliamo di visitare la Chiesa Matrice (XIV sec.), dedicata all’Assunta e con gli interni rifatti nel secolo scorso; il Castello Medievale (XII-XIII sec.) con i resti del tempio di Venere e il giardino del Balio; il Palazzo Municipale, sede della biblioteca; il Museo Cordici, ricco di reperti archeologici della necropoli ericina, tra cui una testa di Afrodite del IV sec. a.C.

A partire dal XVI secolo, in occasione del Venerdì Santo, si svolge la rappresentazione del misteri, emulando quella trapanese, in misura ridotta ma molto suggestiva. Sostituendo la rappresentazione scenica teatrale con statue in legno intorno all’800, i misteri vengono condotti a spalla, seguendo il percorso originario.

Dal 1957 si organizza ogni primavera una gara automobilistica di cronoscalata che riunisce sportivi e appassionati: denominata gara in salita di velocità, ne esistono sia un campionato italiano che uno europeo. Sui tornanti che partono da Valderice e raggiungono la vetta dell’omonimo monte, è possibile vedere sfrecciare a tutta velocità vetture moderne, storiche, prototipi da competizione e vettura formula, il tutto circondati da uno sfondo mozzafiato.

Dal 1963, la città è anche sede del Centro di cultura scientifica “Ettore Majorana”, istituito che richiama gli studiosi più qualificati del mondo per la trattazione scientifica di problemi riguardanti diversi settori: dalla medicina al diritto, dalla storia all’astronomia, dalla filologia alla chimica. Per questo Erice ha ricevuto l’appellativo di “città della scienza”.

Se siete turisti a tutto tondo, non mancate infine di gustare i dolci tipici del luogo: i Genovesi alla crema, dolci di pastafrolla con zucchero a velo sulla parte superiore (possibile anche la variante con ricotta) e i Mustaccioli, antichi biscotti fatti nei conventi di clausura.

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